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MUSICA – L’album maledetto degli Slayer che uscì l’11 settembre del 2001

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Di dischi con l’aura della maledizione nella storia della musica rock ce ne sono a carrettate. Ma quella che andiamo a raccontarvi è una delle storie più curiose e inquietanti di sempre.

 

Stanotte ucciderò te e i tuoi sogni

Inizio una nuova vita

Fai sanguinare la tua morte sopra di me

Lascia che la tua linea di sangue

nutra la mia giovinezza

 

Così recita uno dei testi di God Hates Us All, ottavo disco in studio del gruppo spaventoso per eccellenza del metal americano: gli Slayer. Gli uccisori non hanno mai nascosto di adorare le tematiche difficili, per usare un eufemismo. Tanto è vero che questo disco il cui titolo tradotto in italiano recita Dio ci odia tutti avrebbe dovuto intitolarsi in modo ancora più inquietante: Soundtrack to the Apocalypse, la colonna sonora dell’apocalisse.

Nulla di strano, direte, il gruppo di Tom Araya in fondo a dedicato pezzi a boia nazisti e malattie terribili. Peccato che questo disco è arrivato nelle vetrine dei negozi di tutto il mondo la mattina dell’11 settembre del 2001, a poche ore dall’evento che avrebbe fatto da cesura alla storia moderna portando il terrorismo nelle nostre vite, un apocalisse in diretta televisiva.

La contrapposizione tra Islam e cristianesimo come frattura moderna tra culture. Frattura insanabile forse. E già dalla copertina del disco si intuisce che gli Slayer ci avevano preso, recita Wikipedia: una Bibbia spillata con dei chiodi, coperta di sangue con la scritta Slayer bruciata su di essa, mentre il retro dell’album mostra alcune pagine della Bibbia strappate e coperte di sangue.

Ma anche le tematiche generali trattate nel disco sono terribilmente sul pezzo con testi che criticano Dio in quanto permette atti orribili, come il terrorismo, senza fare nulla per fermare l’odio. Una critica terribilmente profetica visto quello che avremmo visto sugli schermi di tutte le tv a partire dalle 17 (ora italiana) di quell’11 settembre.

 

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