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RACCONTI – Sinfonia per corpo sfocato, surf band e tette traditrici

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Si vabbeh, vendi i dischi al banchetto del gruppo ma ti guardo le tette. Distrattamente che devo stare attento a non sporcarmi con la maionese che schizza dal panino. La una di notte nel locale dove un gruppo mascherato suona surf psichedelico non è il massimo per guardare tette distratti, azzannare un panino e bere un intruglio dolce alcolico all’arancia. Dopo magari cerco di agganciarti per offriti da bere, in realtà vedo che vendi l’unico vinile che vedevo ad uno più sbilenco di me e mi cade una fetta di pomodoro sul cazzo di pantaloni. Fanculo.

Mi pulisco dstrattamente con una salviettina umida degli occhiali, gia che ci sono pulisco pure gli occhiali, poi li metto al collo. Ecco così non vedo più le tette della venditrice di vinili traditrice che ha venduto l’ultimo vinile della band surf non a me. E con gli occhi miopi senza occhiali guardo i 4 imbecilli che ballano davanti al palco. Saranno amici della band surf psichedelica. Una botta, non sulla nuca come in un cazzo di giallo, ma nella pancia.

Piena e ormonale. Ci metto un attimo a mettere a fuoco il motivo, bella scoperta non indosso gli occhiali. E’ un cazzo di corpo esile che si muove lieve davanti al palco della surf band. Esile, già. Non dovrebbe distrarmi. I miei gusti carnali sono risaputi, anche dalle tette della venditrice di vinili traditrice che mi guardano dalla scollatura chiedendomi scusa per lo sgarro. Ma il mio interesse viene catalizzato da questo cazzo di esile corpo che scivola sulla pista. Che mi pare quasi di sentire la puzza di ferormoni che emana.

No, sono troppo distante. Sarà qualcuna qui vicino che è sudata. Si insinua come tra le luci del cazzo di questo locale buio che pare uno scantinato. E vi scivola sopra. Danza meglio che si possa in un’altra dimensione. Si vabbeh, sono solo gli ormoni e quel cazzo di intruglio arancio.

Non so perchè non mi viene da mettere gli occhiali per mettere a fuoco meglio quel corpo di cui intuisco il perimetro sottile, le braccia scoperte, i capelli corti, i fianchi che hanno un ritmo che non centra un cazzo con la musica, o forse si e sono io che non sto sentendo quello che sente Lei. Mi ci perdo un po. Sono felice che la venditrice traditrice chieda alla band di fare un paio di bis. Cosi posso finire il panino e l’intruglio immergendomi nel corpo danzante qui di fronte. Uno spettacolo solo mio che mi gusto nello splendore dei 70 millimetri sfocati della mia vista ballerina. Inforco gli occhiali solo quando la band smette di suonare.

Il corpo è una persona, Jane, la conosco. Ma pensa. Mi saluta, le mostro la lingua. “Fammi un altro intruglio qua va, tanto stasera torno a casa a piedi”.

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